Napoli in 3 giorni: cosa vedere tra tradizione e innovazione

Itinerario di 3 giorni alla scoperta della capitale partenopea

Cosa vedere a Napoli in 3 giorni? È questa la domanda che ci siamo poste mia mamma ed io quando a giugno 2022, per realizzare un suo sogno, siamo tornate a Napoli. Erano decenni che voleva tornarci non ricordando ormai più nulla della capitale partenopea, a parte il calore della gente e il panorama incantevole del golfo, e il nostro itinerario è servito decisamente a rispolverarle la memoria e a rinnamorarsi di questa splendida città.

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È una città che consiglio certamente a tutti, facile da raggiungere con ogni mezzo e che unisce storia e arte, folklore e natura, sacro e profano. Ogni angolo è una scoperta, ma non sempre è ben valorizzato. E la sua bellezza sta anche in questo, nella possibilità di imbattersi in luoghi incredibili e scovare quasi per caso capolavori e pezzi di storia.

Insomma, Napoli, al di là del chiasso delle sue vie di panni tesi, di motorini che sfrecciano, di santini di Maradona, della pizza, del caffè sospeso e di tutti gli altri cliché di cui non ci stancheremo mai, è un concentrato di sorpresa e contenuto che necessiterebbe di ben più di tre giorni per essere apprezzato a pieno.

Se visitate Napoli per la prima volta, il consiglio è di seguire un itinerario classico che non vi faccia perdere i must-visit della città, ma anche di  arricchirlo con l’aggiunta di qualche chicca insolita che vi suggerisco, scoperta grazie all’aiuto dei locali e un pizzico di sana improvvisazione.

Cosa vedere a Napoli in 3 giorni: giorno 1

Spaccanapoli: il cuore pulsante del centro

Tra viuzze, pizzerie, friggitorie e statuette del presepe, Spaccanapoli manda in scena uno dopo l’altro tutti gli stereotipi che conosciamo di Napoli, pur non essendoci mai stati. La maggior parte dei punti di interesse si trova qui a portata di passeggiata:

1) Il Duomo, la Cappella del Tesoro di San Gennaro e l’omonimo Museo 

Il Duomo o Cattedrale Santa Maria Assunta (ingresso gratuito) ospita la Cappella del Tesoro di San Gennaro e l’omonimo Museo (ingresso 10€). Qui tre volte l’anno (il primo sabato di maggio, il 19 settembre, giorno di San Gennaro, e il 16 dicembre) potreste assistere al fenomeno dello scioglimento del sangue di San Gennaro. Conservato in un’ampolla posta nella Cappella, secondo la tradizione la reliquia viene ispezionata e l’eventuale scioglimento viene considerato di buon auspicio nei confronti della città di Napoli. 

2) Cappella Sansevero e Cristo Velato 

Che siate degli appassionati di arte o no poco cambia. Davanti alla visione del Cristo Velato di Giuseppe Sanmartino rimarrete comunque ammutoliti, così come rimase al tempo il Canova che ne invidiò per sempre la paternità. Degna di nota comunque è la visita dell’intera cappella appartenuta al Principe di Sansevero Raimondo di Sangro, che include anche le singolari Macchine Anatomiche, ossia i veri scheletri di un uomo e di una donna il cui sistema arterovenoso risulta quasi perfettamente conservato, nonostante i secoli. (Ingresso 8€ intero + 2€ diritti di prenotazione. Prenotazione online consigliata. Durata visita: 30 minuti. Purtroppo foto e video sono vietati.)

3) Le statuette del Presepe di Via San Gregorio Armeno

Non si può dire di essere stati a Napoli senza aver visto le statuette dell’arte presepiale di questa piccola via. Queste statuette fisse o in movimento sono dei veri capolavori di maestria artigiana e possono raffigurare persone comuni come artigiani o pizzaioli oppure personalità note. Ce n’è per tutti i gusti e farete a gara a indovinare i personaggi più insoliti che ben poco hanno a che fare con la cristianità. Questa tradizione affonda le radici nel tentativo di attualizzare la natività inserendola nello spaccato della società contemporanea. Ecco perché quindi sarà facile trovare accanto alla capannuccia cantanti, attori, calciatori e perfino influencer.

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4) I cornetti rossi

Simbolo iconico della scaramanzia napoletana. Troverete cornetti “offerti” a ogni angolo, ma sappiate che il cornetto rosso non si compra, si regala. Si conserva con sé come portafortuna e, in caso di rottura, significherà che ha fatto il suo dovere nel proteggervi e a quel punto andrà lavato e interrato. Noi nel dubbio ci adeguiamo a questa credenza!

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5) Le corti dei palazzi

Camminando per le strette vie del centro vi imbatterete ogni poco in grandi portoni rigorosamente aperti e se avrete la curiosità di affacciarvici – col benestare dei portieri – dentro scoprirete mondi. Insospettabilmente si spalancheranno ampie corti interne di palazzi storici e potrete scovare la dimora di qualche importante personaggio. Un esempio è Palazzo Diomede Carafa col suo elegante portone intagliato in legno, risalente al 1400 e appartenuto appunto alla famiglia dei Carafa, signori napoletani paragonabili per importanza ai Medici a Firenze.

6) I Murales nei Quartieri Spagnoli

Un’altra tappa d’obbligo è la visita di alcuni dei murales più celebri, primo fra tutti quello del compianto Diego Armando Maradona in Largo Maradona, autentica meta di pellegrinaggio di tifosi e non. Considerato l’ennesimo Santo di Napoli e omaggiato con immagini e veri e propri altarini un po’ ovunque, qui lo troverete a campeggiare sull’intera facciata di una casa, contornato da bandiere del Napoli appese a ogni finestra e da negozietti che vedono cimeli del grande campione che ha fatto sognare la città. Poco distante da qui un’altra via rende grazie a un altro figlio di Napoli, Totò con la sua Vico Totò, interamente decorata di ritratti in onore del grande attore.

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7) Passeggiate per il centro

Concludete per oggi con Spaccanapoli e continuate passeggiando a piedi in direzione mare sulla frequentatissima via dello shopping Via Toledo. Proseguite fino a imbattervi nella Galleria Umberto I in cui entrerete per poi riuscire a destra e trovarvi davanti al Real Teatro San Carlo. Passeggiate poi fino al Palazzo Reale che guarda la famigerata Piazza Plebiscito, ma prima della Piazza affacciatevi nell’elegante Via Chiaia in cui troverete la storica Pizzeria Brandi dove si racconta che nel 1889 nacque la pizza Margherita per l’omonima Regina! Da Piazza Plebiscito proseguite avanti in discesa su via Console e potrete finalmente godervi il panorama sul Golfo di Napoli, il Vesuvio e, se il cielo è nitido, anche Capri e la penisola sorrentina. Infine percorrendo il lungomare verso sinistra, dopo un po’ potrete ammirare la maestosità del primo dei tre castelli incontrati finora,  il Castel Nuovo, noto più comunemente come Maschio Angioino (ingresso 6€).

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Cosa vedere a Napoli in 3 giorni: giorno 2

Riprendete l’esplorazione di Spaccanapoli passando per il quartiere Forcella che vi darà il benvenuto con un grande Murale dedicato a San Gennaro.

1) Complesso Monumentale di Santa Chiara

Proseguendo tutto a dritto da via Forcella si arriverà al famigerato Monastero di Santa Chiara di cui cantava Roberto Murolo. Il complesso risale al 1300 e in origine fu costruito per clarisse e frati francescani. Potrete visitare la Basilica, il Chiostrino di San Francesco, il Museo, la zona archeologica e naturalmente il polo attrattivo più celebre, ovvero il chiostro maiolicato. Immergetevi nei suoi colori e la mente vi porterà in Andalusia. (Ingresso 6€. Durata visita: 60/90 minuti)

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2) L’Ospedale delle Bambole

Un luogo unico nel suo genere che non dimenticherete. Sulla carta è un laboratorio di restauro di bambole e giocattoli, ma visitarlo è molto di più. La famiglia di Tiziana da quattro generazioni raccoglie le accorate richieste di clienti di tutta Europa rimasti orfani delle loro bambole più care e le riporta alla vita. La magia è che le bambole vengono considerate veri e propri pazienti, ricevono diagnosi e subiscono operazioni e degenze nel Bambolatorio e infine una volta guarite vengono vestite, acconciate, truccate e instagrammate! Pensate che l’Ospedale ha una lista d’attesa di 2 mesi … eccetto casi di codici rossi! (Ingresso 3€. Durata visita: 15 minuti)

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3) Napoli Sotterranea

L’interessante visita guidata di 1 ora e mezzo parte con la discesa a 30 metri nelle viscere della terra, dove scoprirete una Napoli di cunicoli, gallerie e pozze, scavati nel tufo e divenuti una vera città sotterranea man mano che quella in superficie cresceva. Il complesso veniva utilizzato come acquedotto, ma anche come rifugio in tempo di guerra. Vi calerete nei panni degli abilissimi pozzari, i costruttori e manutentori di quest’opera di ingegneria antica e non mancheranno emozioni forti come camminare lungo un cunicolo di 150 metri al buio con strettoie fino a 30/40 cm (percorso non obbligato, se ve lo state chiedendo).

Nella seconda parte del tour tornerete in superficie e sarete testimoni di un incredibile esempio di stratificazione, ovvero di costruzione di nuovi ambienti su altri preesistenti. Visiterete quella che sembra una normale casa, ma attraverso una sorta di “passaggio segreto” scenderete in “cantina” e vi ritroverete nelle gallerie di antico teatro romano! (ingresso intero 10€, attenzione in caso di claustrofobia. Durata visita: 1 ora e 30 minuti)

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4) Tour delle modernissime Stazioni dell’Arte della metropolitana

Terminiamo la giornata con la visita molto gettonata di un altro genere di Napoli sotterranea. Le Stazioni dell’Arte sono 15 in tutto e progettate da architetti di fama internazionale. Le più celebri sono Garibaldi, Dante, Salvator Rosa, Università e prima tra tutte Toledo, definita la stazione più bella d’Europa. Le metro sono spesso non molto frequenti – fino a picchi di attesa di quasi 25/30 minuti la sera – ma con 1,10€ e senza uscire dai tornelli potrete vederle tutte.

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Cosa vedere a Napoli in 3 giorni: giorno 3

1) La collina del Vomero

La collina del Vomero è raggiungibile a piedi o in metro fino a Montesanto e in funicolare fino a Morghen, ultima fermata allo stesso prezzo di un biglietto della metro (1,50€). Visita d’obbligo è quella a Castel Sant’Elmo (ingresso 5€), complesso militare che dal 1500 continua a dominare la città dall’alto e da cui vi godrete uno vista mozzafiato a 360 gradi su Napoli e golfo incluse le isole di Ischia e Procida, capitale della cultura italiana 2022.

2) Mercato della Pignasecca

Riscendendo dalla collina vi troverete uno dei Mercati più antichi di Napoli, il Mercato della Pignasecca, dove ancora una volta ritroverete il piacevole caos che forse sul Vomero avevate scordato. Aperto tutto il giorno, tutti i giorni, ci potrete comprare di tutto, dal cibo a oggetti di uso quotidiano a buon mercato.

3) Il Lungomare Santa Lucia e Castel dell’Ovo

Continuando tornate di nuovo su Via Toledo, poi Piazza Plebiscito e il mare, per proseguire a destra sul Lungomare Santa Lucia. È il momento di raggiungere l’ultimo  castello, a mio avviso il più spettacolare dei tre, Castel dell’Ovo (ingresso gratuito), e visitare il vicino Borgo Marinari, dove tra barche e pescherecci troverete incantevoli ristorantini di pesce fresco. Se vorrete potrete infine continuare la passeggiata su Lungomare Caracciolo, che pian piano vi condurrà all’elegante quartiere di Posillipo.

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Se vi avanza tempo in 3 giorni… Parola di Locale

Via dei Librai e la Chiesa di San Biagio Maggiore

Potreste voler tornare nell’atmosfera speciale di Spaccanapoli e scoprire in via dei Librai, la chiesetta 600esca di San Biagio Maggiore, e poco più avanti il luogo di nascita del filosofo Gian Battista Vico, mitico ideatore della Teoria dei Corsi e dei Ricorsi Storici.

Chiesa di Sant’Angelo a Nilo

In Piazzetta Nilo si trova questa chiesa ad ingresso gratuito che nasconde sull’altare maggiore un altro tesoro: un bassorilievo di Donatello.

Napoli Sotterrata

Meno famosa della Napoli Sotterranea, ma a detta del locali ugualmente meritevole di attenzione e gloria.

Farmacia degli Incurabili

Un viaggio nel tempo in una farmacia settecentesca tra antichi ferri del mestiere e produzione di composti medicinali.

Campi Flegrei

Qui sarà necessario allontanarsi dal centro e dirigersi verso l’ovest della città (Metro Campi Flegrei, dal greco “campi ardenti”). Secoli fa in questa particolare zona sismicamente attiva che si estende tra Bacoli e Pozzuoli e caratterizzata anche da acque solforose, il fenomeno del bradisismo ha provocato l’inabissamento della fascia costiera un tempo abitata ed edificata soprattutto da ville di epoca romana, oggi finite irrimediabilmente sommerse dalle acque, dando vita al Parco Sommerso di Baia. Oggi è possibile visitare queste straordinarie rovine sommerse attraverso un sommergibile turistico con vetrata sul fondale oppure attraverso immersioni guidate per i più audaci.

Dove mangiare a Napoli

Lo Street Food napoletano

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I dolci napoletani

La pizza

La cucina napoletana

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Dove alloggiare:

Napoli è una città che si gira benissimo a piedi, quindi il mio consiglio è di mettere subito in valigia un paio di scarpe comode e tanta voglia di esplorare. Alloggiare nel centro di Spaccanapoli è senza dubbio un’ottima scelta, ma anche la zona della stazione è una buona base, specie se arrivate in treno, soprattutto perché dista da Spaccanapoli solo 1 km. La nostra scelta è ricaduta sul BB Hotel in Piazza Garibaldi a pochi passi dalla stazione dalla stazione.

Sicurezza

Napoli purtroppo ha la nomea di essere una delle città con maggiore delinquenza in Italia ed è quindi impossibile che ciò non condizioni.  Ad ogni modo il consiglio di mantenere un condotta sensata e un fare attento quando si viaggia è sempre una buona regola e vale per Napoli come per qualunque altra destinazione in cui la  sicurezza è critica.

Affidatevi al vostro istinto

Evitate vicoli poco trafficati, specie di sera, se vi sembra che non sia il caso di percorrerli e procedete sempre con fare deciso e consapevole di chi sa dove andare. Evitate di attirare l’attenzione con gioielli o oggetti vistosi. Un consiglio pratico per evitare scippi è indossare un marsupio piatto legato in vita che rimane sotto pancia e che risulta perfettamente invisibile dall’esterno per tenere contanti, carte o documenti.

Godetevi Napoli!

Termino dicendo però che proprio fidandovi delle persone che vi fermeranno e vi rivolgeranno parola che potreste vivere le esperienze più genuine. I napoletani saranno sempre pronti a darvi una mano, se vi vedranno in dubbio o in difficoltà, prima ancora che glielo chiediate. Quindi va bene fare attenzione, ma ogni tanto abbassate anche un po’ la guardia, fidatevi del vostro istinto e sono certa che non sbaglierete!

Buon viaggio

I miei appunti di viaggio su cosa vedere a Napoli in 3 giorni terminano qui. Spero che vi abbiano regalato informazioni utili per invogliarvi alla scoperta di questa città bellissima e complessa che, ne sono sicura, non vi lascerà indifferenti!

Se ancora non l’avete fatto, seguitemi su Instagram dove troverete tanti altri spunti e contenuti di viaggio! Ciao!

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